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L'astrattismo nella prospettiva dell'astrazione geometrica

Pinacoteca > Le Mostre


Il testo che qui proponiamo alla attenzione del paziente lettore intende essere un contributo di carattere storiografico alla ricostruzione della processualità creativa dell’astrazione geometrica, della quale è necessario fornire – a nostro giudizio – una prospettiva valutativa che scavalchi gli stereotipi della manualistica corrente e disveli nuove chiavi di lettura critica.
Il profilo metodologico seguito è quello che deve sempre presiedere l’attività di ricerca storiografica e, cioè, l’ancoraggio ai fatti, la scrupolosità della documentazione, la rinuncia a sovrapporre intendimenti o preferenze personali alla evidenza imprescindibile delle testimonianze oggettive.
E’ anche un lavoro, questo, che opera e dichiara una netta scelta di campo: si volge, infatti, ad indagare aspetti e problematiche della astrazione geometrica, segnandone la radicale differenzazione dall’astrattismo lirico, sulle cui specificità e sul cui sviluppo storico evita di proporre argomentazioni valutative, limitandosi a definirne gli ambiti ed a perimetrarne il profilo.
Provvede, inoltre, questo testo, a fornire qualche suggerimento di approfondimento critico su alcune manifestazioni creative che segnalano l’esistenza di rapporti di ibridazione storicamente rilevabili tra astrazione geometrica in senso stretto e profili stilistici alieni, come quelli, ad esempio, circoscritti dalla temperie astratto-informale. Ma anche realistica
tout-court.
E’ necessario, inoltre, additare che un puntuale convincimento presiede il nostro studio: che, cioè, la prassi creativa astratto-geometrica abbia una dilatazione temporale ben più ampia di quella segnata dalle manifestazioni del secolo ventesimo, essendo espressione, piuttosto, d’un’esigenza di approfondimento di ragioni eidetiche, cui l’uomo ha rivolto il suo impegno di ricerca almeno a datare dall’età neolitica.
Abbiamo lavorato a questo studio con impegno profondo, convinti, peraltro, che l’astrazione geometrica possa essere considerata anche il punto di convergenza dell’istanza creativa artistica e dell’urgenza interrogativa della domanda filosofica.
Alla stregua di tale convincimento, abbiamo voluto considerare l’opera d’arte astratto-geometrica non solo, quindi, come portatrice di un carico emotivamente pregnante per i suoi ‘valori’ estetici, ma anche per i contenuti di pensiero e per le aperture epistemiche che dischiude.
Ci sono stati di sostegno gli studi che abbiamo svolto nel corso degli anni sul tema dell’astrazione geometrica ed il portato di altre nostre riflessioni che abbiamo già fatto oggetto di altre pubblicazioni e, quindi, di discussione critica.
Del beneficio di tale dibattito, evidentemente, questa nostra più recente fatica si avvale ampiamente ed è giusto, quindi, che, in questa sede, provvediamo a formulare un indirizzo di saluto a quanti hanno inteso gratificarci della propria preziosa attenzione e del contributo del proprio pensiero. Additiamo, pertanto, i nomi degli artisti Saverio Cecere, Renato Milo, Attilio Peduto, Carlo Palermo, Marta Pilone, Piergiorgio Zangara ecc., e, in rappresentanza di tutti i critici, gli storici, i galleristi, i collezionisti, cui abbiamo chiesto consiglio e con cui abbiamo provveduto a trattare aspetti specifici del tema dell’Astrazione geometrica, il nome di Michela Cecere, una giovane e brillante studiosa, di cui, sottolineando la fertilità dei colloqui intercorsi, scegliamo di proporre, qui in appendice, un suo testo inedito sulla personalità di Torres Garcia.
Un sentito ringraziamento va anche alla Amministrazione del Comune di Sant’Arpino che consente alla istituzione della Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea ‘Massimo Stanzione’ di poter sviluppare un impegno di ricerca che costituisce motivo di accrescimento dell’offerta culturale non solo sul territorio.
Un sentito ringraziamento merita anche la ‘Pro Loco’ di Sant’Arpino per la cura affettuosa che dedica alla conduzione della Pinacoteca, senza la quale nulla delle attività di istituto sarebbe reso praticabile e possibile.
Un ringraziamento finale va all’editore, all’Istituto Grafico Editoriale di Napoli che ha consentito la pubblicazione per i suoi tipi anche di questo volume, dimostrando, così di credere convintamente, in questa nostra attività di ricerca.


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