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Cultura > Presentazione Libri
Programma II^ Rassegna Letteraria |
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"Napoli da sotto a sopra" |
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Un libro onesto e coraggioso, che racconta Napoli per quello che è, la allontana dall’oleografia con la quale viene solitamente rappresentata e ne sottolinea peculiarità e contraddizioni. |
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“Cafè do friariell” |
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Perché la musica di Napoli non è più di moda? Nasce da questa domanda l'idea appassionata e pasionaria di ri-lanciare nel nightclubbinginternazionale la musica di una città che ha da sempre dettato legge,rappresentando la più alta forma di melodia di tutto il Mediterraneo.Così prende vita la compilation Café do Friariell Vol.1, che vuoledisseppellire la musica napoletana dagli strati delle vecchierappresentazioni che hanno rischiato, e tuttora rischiano, di farlainabissare nel folklore di "certa neomelodia trash".Dalla sua consolle, ininterrottamente collegata ai movimenti dellacittà porosa, Gianni Simioli è riuscito ad accostare successiintramontabili ad esperimenti innovativi dando vita a 17 tracce che,unendo tradizione e modernità del patrimonio musicale napoletano,offrono un osservatorio privilegiato sulla creatività partenopea: hiphop, dub, pop, lounge, classica, deep house, ska, generi diversi traloro che si fondono con naturalezza confermando che Napoli è milleculure ma anche mille musiche. |
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“Guida alle piccole cantine della Campania” |
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LA PRIMA GUIDA DEDICATA ALLE AZIENDE CHE NON VOGLIONO DIVENTARE GRANDI |
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"Profumo di lavanda" |
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A Medjugorje la vita di Paolo Brosio ha avuto una svolta inaspettata e sconvolgente, che ha radicalmente |
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“Il cancro sociale: la camorra” |
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"La camorra, una delle quattro organizzazioni criminali più potenti, é un cancro che ha mangiato una parte del nostro Paese -dice Don Merola-. C'é una porzione di questo territorio che ha inghiottito veleni di ogni genere, un'altra parte ha accettato, in silenzio, soprusi e subito violenze in ogni settore e c'é una parte che ha reagito e si é ribellata. La camorra va aggredita come si aggredisce un qualsiasi cancro. L'ho fatto a Marano di Napoli, a Forcella e continuo ancora. In questo arco di tempo ho incontrato tante persone, ho tenuto incontri dal nord a sud della penisola, incrociato gli occhi di giovani e adulti, di bambini e di adolescenti. Ho percorso centinaia di chilometri, facendo tappa in città importanti e meno conosciute, ho partecipato a centinaia di convegni organizzati da associazioni e scuole, da politici a imprenditori, sindacalisti e parroci, ma una domanda é emersa continuamente "Don Luigi raccontaci le storie più belle e drammatiche, descrivici i tanti volti, più o meno conosciuti che ti hanno lasciato un segno. E io l'ho fatto in questo libro". Così il simpatico e coraggioso sacerdote napoletano da anni alle prese con una strenua lotta culturale alla camorra e all'illegalità in generale e tra l'altro fondatore di " ' A vocee d'e creature" volta al recupero di circa 80 ragazzi tra i 6 ed i 15 anni al quartiere partenopeo di Arenaccia. |
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“Le due Napoli” |
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“Raccontare” Napoli per comprendere, attraverso gli occhi e la mente di un gesuita di frontiera, napoletano, che vive da oltre vent’anni a Scampia, è un’impresa ardua. Nella sua scrittura Napoli si scompone. Come nel passo del De Civitate Dei di S. Agostino da una parte viene alla luce una città secolarizzata, dall’altra una città che con la sua capacità quotidiana di disciplinarsi e sperare si mette alla ricerca dei propri tradizionali valori. Di fronte all’incapacità di guardare lontano, da parte della politica politicistica, sotto la penna di questo gesuita sociologo viene proposto per Napoli il recupero di una realistica e nello stesso tempo utopica visione strategica del futuro. Intrecciando le due Napoli fa capolino una inedita continuità tra la Napoli degli anni Trenta guardata da scrittori e filosofi “nichilisti” (come Jean Paul Sartre) e quella di oggi, garantita dal “senso” di una spazzatura “rinascimentale”. Per facilitare l’approccio a questa Napoli abbiamo raccolto gli scritti di Domenico Pizzuti in sei sezioni: Politica, Camorra, Rom, Chiesa, Scampia, e Bollettini di Vigilanza Civile.Come una sentinella, dal suo osservatorio Pizzuti rilegge ed analizza le vicende che caratterizzano gli ultimi anni della città: la fine di una stagione politica e di un sistema di governo personalistico, la afasia di una società civile sgomenta di fronte alle ripetute emergenze modellate su quella della “monnezza”, la criminalità organizzata, come disvalore aggiunto dell’area napoletana e campana e dei suoi intrecci con la “borghesia camorristica”, i gironi di vita, virtuosi o meno, del quartiere Scampia con il “Cristo degli spacciatori” che torreggia davanti al Lotto P.E’ riportata alla luce dall’autore l’invivibilità non invisibile del campo nomadi non autorizzato di Scampia. Qui lo studioso confessa di avere incontrato la “Madonna con le bambine”, ci informa di aver riportato in un blog di vigilanza civile gli appelli per la rimozione della “monnezza”, e scrutina la presenza sulla scena pubblica della chiesa di Benedetto XVI e del card. Crescenzio Sepe - certo, quest’ultimo, un attore sociale che non passa inosservato.Nella comprensione dei fatti la lettura evidenzia una salda fede nell’etica pubblica, una partecipazione civile tessuta, in un connubio di fede e giustizia e soprattutto un’attenzione alla vita dei ceti meno privilegiati da promuovere. Come sottolinea nella sua nota di riflessione il Procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti, è urgente ridefinire a Napoli il senso della cittadinanza nel terzo millennio!Domenico Pizzuti, è docente emerito di Sociologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. E’ stato Direttore scientifico dell’Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità, del Corriere del Mezzogiorno. Tra le diverse pubblicazioni ha curato con G. Di Gennaro "L’identità meridionale. Percorsi di riflessione sociologica", San Paolo Edizioni 2002, e "Dire camorra oggi, Forme e metamorfosi della criminalità organizzata in Campania", Guida 2009. Collabora a diverse Riviste, testate giornalistiche, e siti web. |
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"Digiuno contro cancro" |
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UMBERTO CINQUEGRANA E’ TEOLOGO: HA CONSEGUITO IL DOTTORATO DI LICENZA IN TEOLOGIA NEL 1969, CON MAXIMA CUM LAUDE (110 E LODE), PRESSO LA PONTIFICIA FACULTAS THEOLOGICA SANCTI ALOISII AD PAUSILYPUM – NEAPOLI E’ FILOSOFO: HA CONSEGUITO LA LAUREA IN FILOSOFIA NELL’ANNO 1976, 110/110, UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLIE’ ESPERTO IN PSICOLOGIA DELLA COPPIA: QUALIFICA CONSEGUITA NELL’ANNO 1982, DOPO UN CORSO DI DUE ANNI, ORGANIZZATO DAL C.R.F. DI NAPOLIE’ NATUROPATA: HA PUBBLICATO DUE LIBRI DI RICERCA DI MEDICINA NATURALE (PRONTUARIO DI MEDICINA NATURALE - 538 PAGINE - E DIGIUNO CONTRO CANCRO – 216 PAGINE - EDIZIONI MANNA, ANNO 2001)E’ RICERCATORE DI METAPSICHICA: HA PUBBLICATO TRE LIBRI DI ESPLORAZIONE DELL’INTERIORITA’ (IL DESTINO DELL’UOMO IN PARABOLA, PENSIERI DI UN METAFISICO, BREVI PENSIERI CHE FANNO PENSARE, EDIZIONI IL MELOGRANO, ANNO 2007)HA CONSEGUITO L’ABILITAZIONE IN SCIENZE UMANE E L’ABILITAZIONE IN STORIA PER L’INSEGNAMENTO DI FILOSOFIA E STORIA NEI LICEI DELLO STATOE’ STATO DOCENTE DI RUOLO DI FILOSOFIA E STORIA PRESSO I LICEI CLASSICI E SCIENTIFICI DELLO STATO. ATTUALMENTE A RIPOSO.E’ STATO MEMBRO DELL’ACCADEMIA DI RICERCA IAPNOR, DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO, IVI RESPONSABILE DELLA PSICOLOGIA E DELLA NATUROPATIAHA FREQUENTATO LA PRIMA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI NAPOLI PER UN TRIENNIO, UN TEMPO SUFFICIENTE A FARGLI ACQUISIRE LA CONOSCENZA DELLA MEDICINA UFFICIALE NELLE SUE LINEE ESSENZIALI E RELATIVO SPECIFICO LINGUAGGIO |
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"Il cielo stellato sopra di me" |
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Non indugi il giovane a filosofare e non desista l’anziano dal farlo. Non si è mai né troppo giovani né troppo vecchi per il benessere dell’anima. |
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"Aversa e i suoi Casali nel Settecento - La Carta del Fioravanti" |
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"Aversa e i suoi Casali nel Settecento. La carta del Fioravanti", il testo di cui è autore il vicesindaco e assessore alla cultura di Aversa, Nicola De Chiara, è da lunedì in vendita nelle edicole e nelle librerie di Aversa. De Chiara, partendo dalla Carta del Fioravanti, straordinario documento del 1772, esposta nell'ufficio del Sindaco di Aversa, illustra le ragioni che portarono Aversa a perdere in pochi anni tra il |
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