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Pinacoteca > Le Mostre
La Pinacoteca “Massimo Stanzione” di Sant'Arpino, con autorevolezza e prestigio, ritorna ad essere il centro pulsante di un dibattito storico - critico - artistico di qualità e in grado di offrire inediti aspetti a tematiche artistiche non sempre approfondite con la giusta attenzione in Italia.
Non tradendo neanche per un attimo i suoi principi costitutivi, di volta in volta la nostra istituzione culturale mette sotto la lente d’ingrandimento filoni artistici e figure di pittori - che a quest’ultimi si iscrivono – mettendone spesso in risalto angolazioni inconsuete.
E' il caso, questa volta, dell'Arte al Femminile che viene indagata lungo un arco temporale che va dal 1800 alla metà del secolo scorso. Un lavoro immenso, ricco di documenti straordinari ignoti sinora, che fornisce un quadro complessivo dell'attività creativa svolta nel corso dei secoli scrutati.
Un merito che si deve assolutamente ascrivere al nostro direttore, il professor Rosario Pinto, che in un sorta di parallelismo perfetto porta avanti con impeccabile maestria il lavoro di direzione artistica della Pinacoteca "Stanzione" consentendo alla stessa di centrare risultati di straordinario prestigio; dall'altro prosegue con tenacia e meticolosità il suo lavoro di studioso che lo rende un riferimento imprescindibile nella comunità scientifica che segue le dinamiche dell'Arte in Italia e nel Mondo.
In particolare sulla tematica oggetto del nuovo lavoro, conduce studi storico-critici sul tema da oltre trent'anni e, con umiltà e competenza, assumendo come riferimento unico di rotta quello d'una restituzione e di una interpretazione dei fatti quanto più possibile aderenti alla realtà storica documentata.
Un settore, quello dell'Arte al Femminile, nel corso dei secoli più volte posto in secondo piano ma non per questo di poco spessore artistico perchè riteniamo, e facciamo nostre a tal proposito le parole dello stesso Rosario Pinto, che " 'poco conosciuto' non significhi affatto 'poco valido' : spesso occorre applicare un criterio di proporzionalità inversa".
Questo primo saggio storico/critico finalizzato alla conoscenza storica ed alla promozione dell’arte prodotta dalle donne, al contrario, ripaga degnamente l'impegno di tante artiste il cui talento viene finalmente rivelato in una visione d'insieme che non ha precedenti così precisi e meticolosi nella ricerca documentaristica.
Un libro che, peraltro, partendo dall’arte, sfocia ben presto in riflessioni di carattere sociologico e culturale su una condizione, quale quella delle donne, che tanto nell'aspetto umano quanto in quello artistico hanno dovuto lavorare non poco per guadagnarsi spazi null'affatto scontati.
Dunque, la Pinacoteca "Stanzione" con il direttore Rosario Pinto, in questa opera propongono un importante e per certi versi innovativo contributo, critico e storiografico, per un’attenta comprensione dell'Arte al Femminile.
Uno sforzo che - è giusto sottolineare - è reso possibile dalla particolare sensibilità dell’Amministrazione Comunale che non lesina energie per sostenere le attività della nostra Pinacoteca.
Un volume reso ancor più prestigioso dalla collaborazione avviata con l’Editore Loffredo di Napoli, che concorrerà, peraltro, a propagare con sempre maggiore capillarità il nostro generoso e umile contributo. Concepito e partorito in una periferia da dove poi incamminarsi per sentieri senza approdi….
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